Artigianato, la crisi come punto di partenza.

Se l’artigiano di oggi pensasse alla crisi come punto di partenza per un nuovo inizio? La storia insegna che a valle di ogni periodo buio, per natura o per effetto ciclico nel tempo, arriva una fase positiva nella quale rifiorire; gli ultimi anni hanno rappresentato il declino totale del sistema politico/economico del nostro paese, intere zone industriali delle maggiori città italiane spopolate in maniera selvaggia da fallimenti e chiusure forzate, il settore che ha maggiormente sofferto con migliaia di aziende costrette alla chiusura è stata l’edilizia, realtà con decenni di esperienza e migliaia di professionisti lasciati al proprio destino in una nuova economia totalmente orientata verso le multinazionali.

Oggi la rinascita o rivincita dovrà necessariamente partire dalla conoscenza, dal saper fare, dal sapere artigiano armato dalla volontà di restare al passo nel contemporaneo e da quella parte di bottegai, creatori del bello, che da sempre sono al servizio del mestiere e del proprio paese.

Rilanciando il settore artistico-artigianale, i vari indotti industriali torneranno a fiorire e le leggi della globalizzazione selvaggia a favore delle multinazionali verranno soppiantate da nuovi prodotti con vera identità artistica.

Torneranno le botteghe con creazioni contemporanee e cataloghi competitivi degni della rinascita di quei mestieri che ormai sembrano essere solo un ricordo nostalgico, rifioriranno le piccole creazioni artigianali e ci sarà una nuova consapevolezza sul sapere artigiano e sulla manifattura italiana.

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