Artigiani oggi

Negli ultimi tempi uno strano effetto creativo solca le onde dell’artigianato in Italia; con maggiore frequenza rispetto al passato in bottega cerchiamo di inglobare il fattore estetico in ogni progetto reincarnando nel quotidiano l’evoluzione della forma accompagnata da solide basi progettuali.

Il mercato ha portato alla categorizzazione del committente: il primo esige il mobile su misura forse visto in pubblicità o in qualche vetrina e magari ridisegnato da designer o architetti di famiglia in modo da creare il finto oggetto unico; il secondo preferisce il finto legno venduto nelle multinazionali da poter rimpiazzare per ovvii motivi economici alla prima crepa, forse durante il montaggio inziale.

Noi in bottega ci passiamo gran parte delle giornate ormai da decenni, la maggior parte dei nostri “competitors” con i quali in realtà ci si aiutava e si creava indotto, oggi hanno chiuso battente perché si sa, il pesce grande mangia sempre il piccolo; uno dei mestieri più antichi al mondo a rischio nel paese culla del design e dell’artigianato artistico a causa del fallimento del sistema economico – politico accompagnato alle conseguenze di una globalizzazione commercialmente selvaggia che in un decennio ha cambiato le nostre abitudini.

 

Oggi si intravede uno strano bagliore in fondo al tunnel, il contemporaneo guarda alla produzione di un nuovo prodotto come “il bello” a portata di mano e per tutti, siamo parte integrante di questa rinascita e, tra i sopravvissuti, remiamo controcorrente schiavi del nostro sogno: la rivincita dell’artigianato.

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